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martedì 24 maggio 2011

Le uova di Pasqua

Cari amici,
come ogni Pasqua che si conviene, anche quest'anno io e mia mamma ci siamo dedicate alla preparazione delle uova di pasqua. Questa tradizione arriva da mia nonna svizzera e consiste nel decorare le uova in modo molto semplice. Vi allego tante foto con relativa descrizione!!
Procuratevi, magari durante una passeggiata nel venticello primaverile, delle foglie che attirino la vostra attenzione per una forma particolare che rimarrà impressa poi sul vostro uovo.
A questo punto munitevi di filo per cucire che vi sarà necessario per "fissare" la foglia sull'uovo;
tenete la foglia con un dito (quando poi diventerete esperti potete anche osare a mettere una foglia per parte dell'uovo) e iniziate a fare molti molti giri con il filo, preoccupandovi di fermare bene la foglia altrimenti durante la cottura si potrà spostare.


Dopo aver preparato diverse uova apprestatevi alla fase successiva.


Per la cottura dovete preparare una pentola piena d'acqua in cui avrete fatto bollire per 10 minuti le bucce di 5 cipolle rosse. In questo modo le uova prendono più colore. Una volta che l'acqua sarà tornata tiepida potete metterci le uova dentro e farle bollire per 10-15 minuti.


Quando suonerà il vostro timer da cucina, levate le uova una per volta dall'acqua calda, mettetele su un pezzo di carta di giornale e togliete velocemente il filo e la foglia che si sarà appiccicata sull'uovo. Questa fase è "delicata" perchè l'uovo scotta parecchio. E' importante non levare tutte le uova insieme, altrimenti le ultime che pulirete saranno più asciutte e a volte si rischia che la foglia non venga più via.


Ed ecco le uova pulite che prendono il fresco in terrazza!! (a proposito non mettetele come si fa di solito sotto l'acqua corrente per freddarle perchè rischiate di portare via il colore!!)



Quando le uova si saranno freddate ungetele con un tovagliolo bagnato con un po' d'olio.
Le vostre uova diventeranno bellissime e potranno così decorare le vostre tavole.



Ehm ehm....ne sono rimaste solo cinque!! :-)) Erano buonissime!






giovedì 30 dicembre 2010

L'ultima ricetta dell'anno


Cari amici vicini e lontani,
ci stiamo avvicinando alla fine di quest'anno e così ho pensato di condividere con voi l'ultima mia creazione culinaria del 2010. Le famose lasagne fatte in casa.Questa sera le ho cucinate per due amici, ed era la prima volta che mi accingevo ad affrontare questo mito della cucina italiana e che si tramanda di madre in figlia, passando per gli stomaci del resto della famiglia. Avendo avuto una madre svizzera non sono cresciuta con l'adorazione pagana di questo mattoncino fatto di pasta all'uovo, besciamella e tutti gli ingredienti immaginabili, ma ho sempre apprezzato la sua consistenza morbida sulla quale costruiamo ricordi di dolcezza.Così mi sono trovata a spulciare qualche blog di cucina e forum femminili di varia natura (sono un pozzo di sapere!!) per cercare una variante che potesse calzare al mio caso. A dire il vero avevo le idee già abbastanza chiare al mio risveglio quando, tra uno sbadiglio e l'altro, mi sono vista apparire come un miraggio la MIA lasagna: morbida sfoglia stesa in casa sul tavolo di marmo, pomodoro, salsiccia a pezzetti e litri di besciamella. E così, provvista di tutti gli ingredienti necessari, mi sono imbattuta in questa avventura.
La pasta sfoglia l'ho veramente fatta a caso; avevo iniziato a mettere 300 g di farina che secondo me si sono almeno raddoppiati durante la preparazione perchè mi è caduta un po' troppa acqua nella ciotola...ops!! poi 3 uova, un filo d'olio, un po' di sale e acqua quanto basta (cioè meno di quella che ho messo io). Poi l'ho fatta riposare mezz'oretta in frigo e poi l'ho stesa e l'ho tagliata a rettangoli. L'ho stesa a mano con il santo matterello.
Per il sugo....ho fatto un soffritto di cipolla rossa e quando si è dorata ho aggiunto le 4 salsicce private della buccia e fatte a pezzetti, dopodiché volevo farle cuocere con un po' di vino rosso sicura che ci fosse una bottiglia aperta dalle mangiate natalizie in frigo. Infatti c'era ma non era vino. L'ho capito dall'odore estremamente dolce che emanavano le mie salsicce...era sciroppo di sambuco!! Così ho aggiunto taaaaaanto sale e pepe, rosmarino ancora sale, per cercare di camuffare il sapore simil marmellata che avevano le tanto sognate palline di carne. Dopo aver aggiunto un po' di vino vero, ho aspettato che questo evaporasse per mettere la pomarola (1 bottiglia e mezzo) a cuocere insieme alle salsicce.
Per la besciamella: in questo la mia mamma elvetica è un esperta (pare che in svizzera la mettano dappertutto) e mi sono fatta aiutare da lei.Ho fatto sciogliere 80 g di burro e ho aggiunto un po' di farina, fino a che fosse totalmente assorbita dal burro, poi, lentamente, ho aggiunto 1 litro (che era troppo secondo me perchè è venuta un po' liquida) di latte tiepido(io ho fatto 600cc latte e 400cc acqua per evitare che fosse troppo pesante) sempre mescolando.
Dopodichè il procedimento è semplice e divertente: ho disposto in una teglia da forno, uno strato di pasta,uno di sugo e uno di besciamella. Qualche volta mi ricordavo di dare una spolveratina di parmigiano e soprattutto una di sale, per evitare che questa lasagna diventasse un dolce (visto l'esordio al sambuco...).
Poi ho infornato per 40 min a 180°. Per la cottura avevo chiesto consiglio a mia zia (anche lei svizzera) che si cimenta più di mia mamma nella cucina italiana e mi ha detto: "se le fai con la pasta fresca al massimo 15 minuti in forno sennò si sfanno!!!". Dentro di me ho pensato: "manca solo che si sfacciano e poi sono finita", ma ho trovato il coraggio di rischiare e l'ho lasciate cuocere per ben 25 minuti in più del tempo che mi era stato suggerito. Ho fatto bene, quindi vi consiglio una cosa sola: rischiate in cucina, e inventatevi le vostre ricette!!
un abbraccio,

Cristina

P.s. alla fine le lasagne al sambuco erano buonissime!!!

lunedì 22 marzo 2010

Torta di carote svizzera (Rueblitorte)





Cari amici,

l'Autunno pare essersi scordato di noi, e tarda nel sorprenderci con le sue foglie calde e i suoi pomeriggi umidi. Noi, però, non ci siamo scordati di quanto sia bella questa stagione malinconica, e proprio per tentare di esortarla a non essere timida scrivo questa ricetta. Leggetela come una danza della pioggia, come un inno all'arancione e al vento freddo (che soffia mentre noi siamo al calduccio delle nostre case riscaldate) che porta via con sè le cose vecchie accumulate in tutto l'anno.

LA TORTA DI CAROTE SVIZZERA (Rueblitorte)

Questa ricetta appartiene al ricettario transalpino della nonna Frieda (anche chiamata "Grosi"-diminutivo di GrossMutter- dal resto dei miei cugini). Mia mamma ama prepararla in qualsiasi stagione dell'anno vista la facile reperibilità delle carote che sono l'ingrediente principale. Da piccola avrei voluto che invece delle carote fosse a base di licheni dell'Alaska così da impedire che venisse cucinata così spesso. Ebbene sì, non l'amavo affatto.
Il tempo (per fortuna?) ci insegna a riconsiderare le nostre posizioni così fermamente acquisite nel passato, e così ho fatto pure io, scoprendo poi che questo dolce poteva anche soddisfare il mio palato voglioso di cioccolata e non solo ricordarmi una dolciastra frittata di carote (le uova sono le altre protagoniste indiscusse). E così ho iniziato ad apprezzare la croccantezza delle mandorle tritate, il pungente sapore dei chiodi di garofano, quello più soave e esotico della canella, e infine le tanto temute carote che danno un tocco di freschezza.

Una torta adattissima a questa stagione. Ve la consiglio accompagnata da una calda tisana e servita con un velo di yogurth bianco.

Per prepararla:

5 uova (da dividere tra chiare e rossi)
250 g di carote grattugiate
250 g di mandorle tritate
200 g di zucchero di canna (noi usiamo questo ma va bene anche quello bianco)
70 g di farina
1 limone buccia grattugiata e succo
Spezie: 1/4 di un cucchiaino di cannella, un pizzico si polvere di chiodo di garofano.
Mescolate i rossi delle uova con tutti gli altri ingredienti,
alla fine aggiungete le chiare montate ben bene e versate in una teglia imburrata.

Infornate nel forno freddo e cuocete per un'ora a 180°.




L'ultima volta che l'ho cucinata è stato per il compleanno del mio babbo. Mentre noi eravamo in cucina a mangiarla e a chiaccherare, il dolce Matisse si godeva in solitudine la pace della terrazza.








giovedì 18 marzo 2010

Ricetta per tutte le domeniche dell'anno


Cari amici buongustai,
questa ricetta è rivolta a chi ama festeggiare la domenica non solo in quanto giorno del Signore, ma soprattutto come momento di festa familiare. Se volete avventurarvi nella preparazione di questo pane svizzero sappiate che ingerirete una consistente dose di burro. Siete pronti?!



ZOPF (dal tedesco treccia)
1kg di farina
un pizzico di sale
mezzo litro di latte
125 g di burro
un cubetto da 25 g di lievito
un cucchiaio di zucchero
un tuorlo d’uovo
Prendete una grande ciotola dove rovescerete la farina insieme al pizzico di sale, contemporaneamente sciogliete il lievito in una scodella. Per scioglierlo basta spezzettarlo con un cucchiaio e mescolarlo allo zucchero, avverrà una miracolosa reazione chimica che trasformerà il cubetto in un liquido marroncino molto profumato, aggiungetelo, quindi, alla farina, mescolando il tutto. Versate il latte in un pentolino e mettetelo a scaldarlo a fuoco lento aggiungendo il burro. Una volta che il burro si è sciolto, spegnete il fuoco e lasciate che il latte si freddi un pochino. Quando lo mescolerete al resto deve essere tiepido altrimenti uccide il lievito e il vostro zopf non si gonfierà a dovere! A questo punto dovrete impastare, impastare e ancora impastare. Più impasterete e più il vostro zopf risulterà soffice. Per verificare che abbiate fatto un buon lavoro, prendete l’impasto e tagliatelo a metà con un coltello, nel mezzo ci dovranno essere delle bollicine, segno che la lievitazione è partita. Se tutto va bene coprite la ciotola contenente l’impasto con un panno bagnato con acqua calda, e lasciatelo vicino al termosifone (se è inverno) per un paio d’ore a lievitare, altrimenti continuate a impastare con forza. A proposito di forza,la tradizione svizzera vuole che in questa fase si prenda la palla di pane e la si lanci sul tavolo (non so per quale misteriosa ragione). Mio fratello ha eseguito questa operazione con un po’ troppo vigore, rompendo il nostro tavolo di marmo..quindi dosate l’energia, che può essere pericolosa!!! La fase successiva è la più complessa; si tratta di fare una treccia a quattro braccia, la lascio alla vostra immaginazione perché è praticamente impossibile da spiegare. Intanto dovete dividere l’impasto lievitato in due parti (o tre) se decidete di fare una treccia. Se invece volete divertirvi a fare dei simpatici omini di pane, che tradizionalmente vengono fatti per il 6 Dicembre, la festa di San Nicola, dividete l’impasto da 1 Kg in almeno otto parti. Occhi e nasi, bottoni e cinture potrete realizzarli con uvetta e mandorle!!!! Quando sarete soddisfatti delle vostre opere d’arte spennellatele tutte con il tuorlo d’uovo e infornate: se avete fatto la pseudo treccia, cuocetela per circa un’ora a temperatura tra i 180° e i 200°C, se invece avete fatto gli omini, va bene la stessa temperatura ma per non più di mezz’ora di tempo! Per darvi un’idea di come sono efficienti i fornai svizzeri, vi allego un video!
Buon divertimento e a presto
Cristina
Ps dimenticavo… il pane viene mangiato alla colazione della domenica con burro e marmellate o miele!



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