domenica 1 agosto 2010

Il cibo della vita



Cari amici,
non sono incinta come potreste intuire da queste immagini..!
Vi scrivo per condividere con voi quello che sto vivendo attraverso la mia esperienza di tirocinio per diventare ostetrica. Da circa cinque mesi e mezzo frequento un reparto di Ostetricia per imparare tutto ciò che concerne la degenza ostetrica (donne che ancora non hanno partorito ma che sono contorte da contrazioni, donne che hanno partorito e sembra che siano entrate in paradiso). Essere una visitatrice di questo luogo è stato un compito privilegiato: mi ha permesso di assistere al mistero della nascita e vedere come questo rimodella le vite delle famiglie che lo accolgono. L'ora del passo è sempre stata la mia preferita: fiumi di amici, sorelle, fratelli, genitori, nonni e tanti altri invadevano il corridoio azzurro del reparto e lo riempivano di gioia, lacrime, palloncini colorati e fiori.
Ho visto le ostetriche, esperte (donne adulte, spesso madri) e meno esperte (fresche di entusiasmo e colme di vitalità-le neolaureate), relazionarsi alle donne con grande dolcezza, comprensione, apertura.
Ho vissuto quei giorni che cambiano la vita di una coppia, quando tutto è così delicato e il compito di noi operatori sanitari e di tutelare questo momento per proteggerlo, che possa rimanere un ricordo intatto.

sabato 31 luglio 2010

Social Networking e gruppi





Cari amici buongustai, amanti del buon cibo e non solo,
come vi sarete accorti questo mondo fatto di reti telematiche, fitte come le maglie di quelle dei pescatori, sta rivoluzionando il nostro modo di vivere e di relazionarci l'uno con l'altro.
Se i pescatori le usavano per acchiappare pesci dai mille colori, forme e sapori, noi figli di internet usiamo la rete per pescare idee, informazioni, amicizie, affetti virtuali e molto altro.
Esistono molteplici isole in mezzo a questo mare che ci connette: sono le piattaforme dei social network. Ce ne sono per tutti i gusti, la più usata è sicuramente Facebook dove ormeggiano persone di tutti i luoghi e di tutte le età che qui ritrovano vecchi amici e ne incontrano di nuovi.
Sull'isola di Facebook sono approdata pure io, un giorno, per motivi di comunicazione con le mie compagne ostetriche. Poi ho deciso di andarmene, lasciare quest'isola piena di distrazioni, fatta di miraggi e illusioni, immagini e poco altro.
Ho virato verso Twitter, posto più riservato e sincero. Qui si possono lasciare piccoli pensieri e informazioni accessibili a tutti, e si può decidere di riceverne da persone o organizzazioni ben precise. Twitter è popolato da gente diversa: il Dalai Lama, la Repubblica, le maggiori organizzazioni sanitarie che pubblicano linee guida a livello mondiale, attrici, politici e tanti altri.
Ci sono poi gruppi di persone che decidono di rincontrarsi in questo mare: è il caso del Gruppo di acquisto GasFrediano composto da individui fiorentini di tutte le età che si organizzano per fare la spesa direttamente dai produttori. Ecco il loro blog se vi interessa conoscere le loro attività:
http://www.altrarno.it/wordpress/?page_id=2
e la loro bibliotechina virtuale dove si scambiano e si consigliano libri:
http://www.anobii.com/groups/01cd6d13a63b55ae4f/.
Anobii è uno scoglio per i pesci di biblioteca (topi non sarebbe stato appropiato!) dove si possono trovare recensioni di tutti i libri possibili.
Questo oceano insidioso può essere un luogo di naufragi o di piacevoli derive verso terre incantate.
Buona navigazione,
Cristina

lunedì 22 marzo 2010

Torta di carote svizzera (Rueblitorte)





Cari amici,

l'Autunno pare essersi scordato di noi, e tarda nel sorprenderci con le sue foglie calde e i suoi pomeriggi umidi. Noi, però, non ci siamo scordati di quanto sia bella questa stagione malinconica, e proprio per tentare di esortarla a non essere timida scrivo questa ricetta. Leggetela come una danza della pioggia, come un inno all'arancione e al vento freddo (che soffia mentre noi siamo al calduccio delle nostre case riscaldate) che porta via con sè le cose vecchie accumulate in tutto l'anno.

LA TORTA DI CAROTE SVIZZERA (Rueblitorte)

Questa ricetta appartiene al ricettario transalpino della nonna Frieda (anche chiamata "Grosi"-diminutivo di GrossMutter- dal resto dei miei cugini). Mia mamma ama prepararla in qualsiasi stagione dell'anno vista la facile reperibilità delle carote che sono l'ingrediente principale. Da piccola avrei voluto che invece delle carote fosse a base di licheni dell'Alaska così da impedire che venisse cucinata così spesso. Ebbene sì, non l'amavo affatto.
Il tempo (per fortuna?) ci insegna a riconsiderare le nostre posizioni così fermamente acquisite nel passato, e così ho fatto pure io, scoprendo poi che questo dolce poteva anche soddisfare il mio palato voglioso di cioccolata e non solo ricordarmi una dolciastra frittata di carote (le uova sono le altre protagoniste indiscusse). E così ho iniziato ad apprezzare la croccantezza delle mandorle tritate, il pungente sapore dei chiodi di garofano, quello più soave e esotico della canella, e infine le tanto temute carote che danno un tocco di freschezza.

Una torta adattissima a questa stagione. Ve la consiglio accompagnata da una calda tisana e servita con un velo di yogurth bianco.

Per prepararla:

5 uova (da dividere tra chiare e rossi)
250 g di carote grattugiate
250 g di mandorle tritate
200 g di zucchero di canna (noi usiamo questo ma va bene anche quello bianco)
70 g di farina
1 limone buccia grattugiata e succo
Spezie: 1/4 di un cucchiaino di cannella, un pizzico si polvere di chiodo di garofano.
Mescolate i rossi delle uova con tutti gli altri ingredienti,
alla fine aggiungete le chiare montate ben bene e versate in una teglia imburrata.

Infornate nel forno freddo e cuocete per un'ora a 180°.




L'ultima volta che l'ho cucinata è stato per il compleanno del mio babbo. Mentre noi eravamo in cucina a mangiarla e a chiaccherare, il dolce Matisse si godeva in solitudine la pace della terrazza.








giovedì 18 marzo 2010

Ricetta per tutte le domeniche dell'anno


Cari amici buongustai,
questa ricetta è rivolta a chi ama festeggiare la domenica non solo in quanto giorno del Signore, ma soprattutto come momento di festa familiare. Se volete avventurarvi nella preparazione di questo pane svizzero sappiate che ingerirete una consistente dose di burro. Siete pronti?!



ZOPF (dal tedesco treccia)
1kg di farina
un pizzico di sale
mezzo litro di latte
125 g di burro
un cubetto da 25 g di lievito
un cucchiaio di zucchero
un tuorlo d’uovo
Prendete una grande ciotola dove rovescerete la farina insieme al pizzico di sale, contemporaneamente sciogliete il lievito in una scodella. Per scioglierlo basta spezzettarlo con un cucchiaio e mescolarlo allo zucchero, avverrà una miracolosa reazione chimica che trasformerà il cubetto in un liquido marroncino molto profumato, aggiungetelo, quindi, alla farina, mescolando il tutto. Versate il latte in un pentolino e mettetelo a scaldarlo a fuoco lento aggiungendo il burro. Una volta che il burro si è sciolto, spegnete il fuoco e lasciate che il latte si freddi un pochino. Quando lo mescolerete al resto deve essere tiepido altrimenti uccide il lievito e il vostro zopf non si gonfierà a dovere! A questo punto dovrete impastare, impastare e ancora impastare. Più impasterete e più il vostro zopf risulterà soffice. Per verificare che abbiate fatto un buon lavoro, prendete l’impasto e tagliatelo a metà con un coltello, nel mezzo ci dovranno essere delle bollicine, segno che la lievitazione è partita. Se tutto va bene coprite la ciotola contenente l’impasto con un panno bagnato con acqua calda, e lasciatelo vicino al termosifone (se è inverno) per un paio d’ore a lievitare, altrimenti continuate a impastare con forza. A proposito di forza,la tradizione svizzera vuole che in questa fase si prenda la palla di pane e la si lanci sul tavolo (non so per quale misteriosa ragione). Mio fratello ha eseguito questa operazione con un po’ troppo vigore, rompendo il nostro tavolo di marmo..quindi dosate l’energia, che può essere pericolosa!!! La fase successiva è la più complessa; si tratta di fare una treccia a quattro braccia, la lascio alla vostra immaginazione perché è praticamente impossibile da spiegare. Intanto dovete dividere l’impasto lievitato in due parti (o tre) se decidete di fare una treccia. Se invece volete divertirvi a fare dei simpatici omini di pane, che tradizionalmente vengono fatti per il 6 Dicembre, la festa di San Nicola, dividete l’impasto da 1 Kg in almeno otto parti. Occhi e nasi, bottoni e cinture potrete realizzarli con uvetta e mandorle!!!! Quando sarete soddisfatti delle vostre opere d’arte spennellatele tutte con il tuorlo d’uovo e infornate: se avete fatto la pseudo treccia, cuocetela per circa un’ora a temperatura tra i 180° e i 200°C, se invece avete fatto gli omini, va bene la stessa temperatura ma per non più di mezz’ora di tempo! Per darvi un’idea di come sono efficienti i fornai svizzeri, vi allego un video!
Buon divertimento e a presto
Cristina
Ps dimenticavo… il pane viene mangiato alla colazione della domenica con burro e marmellate o miele!



martedì 5 gennaio 2010

Ricetta da agosto a marzo



















INSALATA COL SEDANO RAPA

Buonasera a tutti,
oggi vi propongo una curiosa insalata che porta con se i sapori del nord Europa.
L'ho conosciuta grazie a mia madre svizzera. Questo piatto è entrato a far parte delle nostre vigilie di Natale; infatti la tradizione elvetica vuole che per il 24 Dicembre si mangino milioni di tartine ognuna fatta in modo diverso, l'importante è che ci sia uno strato di burro alto almeno due centimetri sotto i vari condimenti! Uno di questi è con il sedano rapa, arricchito dal dolce asprognolo della mela e dal gusto croccante delle noci autunnali.

Ingredienti

un sedano rapa
un barattolo di yogurt
noci a volontà
mele
maionese
sale

Sbucciate il sedano rapa, fatelo a pezzi e tritatelo con un frullatutto (o altrimenti servitevi della grattugia ma è un lavoro abbastanza lungo). Sbucciate le mele e fatele a pezzetti piccoli. Sgusciate le noci e lasciatene alcune a metà, le altre rompetele così da frammentarle.
Adesso prendete una ciotola e mescolate tutti questi ingredienti, aggiungendo lo yogurt, il sale e un po' di maionese.
Decorate con le noci che avevate lasciato a metà.
Servite!!!

Buon Appetito!






mercoledì 30 dicembre 2009

DELICIOUS.COM




















Cari amici,
Grazie al prof. d'informatica ho fatto una scoperta meravigliosa! Si tratta di Delicious,
una valigetta da portarsi dietro attraverso le peregrinazioni telematiche.
Delicious è un sito in cui ognuno di noi può avere uno spazio dove registrare i siti a lui più cari,
sarà il sito stesso a preoccuparsi di disporli in ordine grazie ai tags con cui li nominiamo.
Ho subito provveduto a creare una mia pagina e ecco l'indirizzo:
http://delicious.com/crisostetricia09!
Visitatela! Sto raccogliendo tutti i ricettari più interessanti del web!

A presto

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