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giovedì 7 marzo 2013

Viva la pappa!!

Cari amici,
eccomi tornata per proporvi una ricetta semplice, ma allo stesso tempo ricca di sapore;
la pappa al pomodoro! Ho sempre sentito parlare di questo piatto, e pur vivendo in Toscana non l'avevo mai assaggiato fino a qualche tempo fa.
E' stato amore alla prima forchettata. Il pane disfatto in quel mare di pomodoro richiamava alla mia memoria probabilmente le pappine che mi preparava la mia mamma quand'ero piccola, e il basilico mi ricordava il sapore fresco e allo stesso tempo pungente dell'estate.
La ricetta l'ho ottenuta da un'amica, amante della cucina e figlia di varie generazioni di cuochi.
Prendete del pane vecchio di buona qualità, mettetelo in una ciotola con dell'acqua per farlo ammollare. Non lasciatelo troppo altrimenti il pane diventa una specie di colla, non si deve disintegrare totalmente. A quello ci penserete voi con le vostre belle manine, e mi raccomando strizzatelo bene quando lo tirate fuori dall'acqua!!

 

Fate contemporaneamente una buona pomarola; prendete dei pomodori, tagliateli a pezzi, metteteli a cuocere con un aglio tagliato in due parti, aggiungete basilico, sale, pepe, olio e un pizzico di zucchero per togliere l'acidità. Quando vi sembra buona e soprattutto saporita, passatela per eliminare le bucce dei pomodori e per renderla più fluida.


A questo punto aggiungete alla pomarola il pane che avrete strizzato bene, e girate con una frusta (questo è il segreto della mia amica), così il pane si amalgamerà meglio al sugo.
Cuocete per non più di 5 minuti, e a cottura completata aggiungete basilico a volontà e olio d'oliva.
Lasciate raffreddare.... ed ecco la pappa al pomodoro!!




La pappa in terrazzo che fa conversazione con una piantina salentina, sullo sfondo ricordi di mare (costumi stesi al sole).



giovedì 18 marzo 2010

Ricetta per tutte le domeniche dell'anno


Cari amici buongustai,
questa ricetta è rivolta a chi ama festeggiare la domenica non solo in quanto giorno del Signore, ma soprattutto come momento di festa familiare. Se volete avventurarvi nella preparazione di questo pane svizzero sappiate che ingerirete una consistente dose di burro. Siete pronti?!



ZOPF (dal tedesco treccia)
1kg di farina
un pizzico di sale
mezzo litro di latte
125 g di burro
un cubetto da 25 g di lievito
un cucchiaio di zucchero
un tuorlo d’uovo
Prendete una grande ciotola dove rovescerete la farina insieme al pizzico di sale, contemporaneamente sciogliete il lievito in una scodella. Per scioglierlo basta spezzettarlo con un cucchiaio e mescolarlo allo zucchero, avverrà una miracolosa reazione chimica che trasformerà il cubetto in un liquido marroncino molto profumato, aggiungetelo, quindi, alla farina, mescolando il tutto. Versate il latte in un pentolino e mettetelo a scaldarlo a fuoco lento aggiungendo il burro. Una volta che il burro si è sciolto, spegnete il fuoco e lasciate che il latte si freddi un pochino. Quando lo mescolerete al resto deve essere tiepido altrimenti uccide il lievito e il vostro zopf non si gonfierà a dovere! A questo punto dovrete impastare, impastare e ancora impastare. Più impasterete e più il vostro zopf risulterà soffice. Per verificare che abbiate fatto un buon lavoro, prendete l’impasto e tagliatelo a metà con un coltello, nel mezzo ci dovranno essere delle bollicine, segno che la lievitazione è partita. Se tutto va bene coprite la ciotola contenente l’impasto con un panno bagnato con acqua calda, e lasciatelo vicino al termosifone (se è inverno) per un paio d’ore a lievitare, altrimenti continuate a impastare con forza. A proposito di forza,la tradizione svizzera vuole che in questa fase si prenda la palla di pane e la si lanci sul tavolo (non so per quale misteriosa ragione). Mio fratello ha eseguito questa operazione con un po’ troppo vigore, rompendo il nostro tavolo di marmo..quindi dosate l’energia, che può essere pericolosa!!! La fase successiva è la più complessa; si tratta di fare una treccia a quattro braccia, la lascio alla vostra immaginazione perché è praticamente impossibile da spiegare. Intanto dovete dividere l’impasto lievitato in due parti (o tre) se decidete di fare una treccia. Se invece volete divertirvi a fare dei simpatici omini di pane, che tradizionalmente vengono fatti per il 6 Dicembre, la festa di San Nicola, dividete l’impasto da 1 Kg in almeno otto parti. Occhi e nasi, bottoni e cinture potrete realizzarli con uvetta e mandorle!!!! Quando sarete soddisfatti delle vostre opere d’arte spennellatele tutte con il tuorlo d’uovo e infornate: se avete fatto la pseudo treccia, cuocetela per circa un’ora a temperatura tra i 180° e i 200°C, se invece avete fatto gli omini, va bene la stessa temperatura ma per non più di mezz’ora di tempo! Per darvi un’idea di come sono efficienti i fornai svizzeri, vi allego un video!
Buon divertimento e a presto
Cristina
Ps dimenticavo… il pane viene mangiato alla colazione della domenica con burro e marmellate o miele!



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